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Diamanti da investimento: la Procura di Milano chiede il rinvio a giudizio

Sotto accusa 105 persone e cinque società tra cui quattro banche

I reati ipotizzati dalla Procura, Pm Grazia Colacicco, sono truffa, autoriciclaggio e corruzione fra privati, per un presunto ingiusto profitto che la procura ha quantificato in circa 500 milioni di euro ai danni dei piccoli investitori, oltre ai reati di ostacolo alle funzioni di vigilanza e violazioni della legge 231 del 2001 prevede che possano essere sanzionate anche le società per l’accusa di non aver adottato un modello organizzativo in grado di impedire ai propri dirigenti di commettere reati nell’interesse delle società stesse


Diamond Private Investment Spa (DPI) e Intermarket Diamond Business Spa (IDB) vendevano diamanti tramite il canale bancario, in particolare avevano accordi con Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena, Unicredit, Banco Bpm e la sua controllata Banca Aletti. Le due società diffondevano informazioni scorrette tramite il proprio materiale pubblicitario in cui qualificavano i diamanti come un bene rifugio, con quotazioni internazionali (che in realtà erano pubblicità a pagamento), con alti rendimenti, facilmente liquidabile e privo di rischi. Il fatto che tali diamanti venissero venduti in banca dai consulenti finanziari induceva in errore i risparmiatori convinti che si trattasse di un investimento come tanti altri che si fanno in banca. Inoltre i diamanti venivano venduti a prezzi fissati dalle due società più alti fino a cinque volte il vero valore di mercato: ai risparmiatori veniva detto che quello era il prezzo dei diamanti secondo le quotazioni invece di riferire che le quotazioni erano pubblicità a pagamento e che all’interno di questo prezzo c’erano ulteriori voci di costo (iva, custodia, trasporto, assicurazione che veniva invece spacciata come gratuita) e in particolare c’era la commissione della banca (nel caso di Banco Bpm il 18%).

Dpi ed Intesa hanno chiesto il patteggiamento e ottenuto il parere favorevole del PM, invece per Unicredit, Banco Bpm, Banca Aletti, Mps e Idb la procura ha chiesto il rinvio a giudizio e si attende l’udienza preliminare.

Notizie positive quindi per i risparmiatori che avevano investito in diamanti, già l’11 marzo il Consiglio di Stato si era pronunciato nel terzo ed ultimo grado di giudizio affermando la correttezza del provvedimento sanzionatorio dell’Agcm che aveva deciso che Banco Bpm, Unicredit e Idb avevano posto in essere pratiche commerciali ingannevoli e scorrette nei confronti dei consumatori/investitori di diamanti; ora i risparmiatori potranno decidere se agire civilmente (come già tanti hanno fatto e ottenuto vittoria, per primo un cliente difeso dagli Avv.ti Cusumano dello studio Legals) o costituirsi parte civile nel procedimento penale chiedendo il risarcimento dei danni causati dalla commissione dei reati. Volendo i risparmiatori potrebbero agire in sede civile per il danno patrimoniale e in sede penale per quello morale come ha affermato l’Avv. Camilla Cusumano dello studio Legals in un’intervista a MilanoFinanza http://app.milanofinanza.it/news/202104070950566802oltre a presentare la domanda di insinuazione al passivo nei confronti del fallimento Idb.

Chiunque fosse interessato ad approfondire l’argomento e a valutare il proprio caso può contattare lo Studio.